build in public
Costruisco un generatore di applicazioni nel tempo libero. Qui racconto cosa trovo strada facendo — le svolte, gli errori, le domande che non mi aspettavo.
La velocità invisibile
Solo developer che shippano 10x più veloce con l'AI. Ma il lavoro più importante è quello che non si vede — rileggere, ripensare, ricostruire.
Il contesto non è un serbatoio. Potrebbe essere una lente.
Più informazione dai all'AI, meno capisce. La vera sfida non è la capienza della finestra di contesto — è decidere cosa metterci dentro.
La vertigine di chi costruisce
Quando i benchmark superano le performance umane, la domanda non è se lo strumento funziona. È se tu sei pronto per quello che rende possibile.
La qualità non dipende dall'AI
Quando le premesse sono sbagliate, l'output perfetto è il risultato peggiore. Sulla profondità come unico investimento che conta.
Il giorno in cui ho tolto metà del sistema
Tutti corrono per far fare di più all'AI. La lezione più dura è stata imparare a resistere alla complessità.
Quello che succede dentro di te
Anthropic ha trovato 171 pattern emotivi in Claude. Ma la domanda che mi interessa è un'altra: cosa succede a chi ci lavora ogni giorno?
Cosa significa 'giusto' per un'AI che decide in autonomia?
3 milioni di agenti AI nelle aziende. Tutti parlano di monitoraggio. Ma chi ha definito cosa dovrebbero volere?
Il giorno in cui ho smesso di cercare il bug nel codice
La governance non nasce dai libri. Nel mio caso è nata dal giorno in cui ho capito che il problema era nel processo, non nel codice.
Quando l'AI decide al posto tuo (e tu non te ne accorgi)
Il vibe coding promette velocità. Ma cosa succede quando l'AI prende decisioni architetturali al posto tuo, in silenzio?