Il capo dell’AI di AMD ha scritto che Claude non può essere usato per task di ingegneria complessi.
Io con Claude ci costruisco un progetto intero. Ogni sera. Da mesi.
Ha ragione? Ha torto? Nessuno dei due. La questione è più scomoda di così.
Nella stessa sessione — la stessa, non due diverse — Claude produce un’intuizione che da solo non avrei avuto e tre minuti dopo classifica come errore una scelta progettuale che avevo preso consapevolmente. Passa da brillante a pericoloso senza alcun segnale di transizione. Nessun avviso. Nessun cambio di tono. Stessa sicurezza in entrambi i casi.
Confonde ciò che è universale con ciò che è specifico. Propone soluzioni prima di aver capito il problema. Classifica come difetto ciò che è diverso.
E lo fa avendo tutto. Tutti i documenti. Tutta la storia. Ogni decisione, ogni errore, ogni svolta.
Avere il contesto non è capire il contesto. Questa è la parte che nessun benchmark misura.
Un’analisi tecnica su migliaia di sessioni mostra che quando il modello ha meno spazio per ragionare, salta la ricerca e modifica direttamente. Più il task è complesso, più l’AI tende a semplificare. Non per cattiveria — per struttura.
A un certo punto ho cambiato domanda.
Non più: “ha capito?” Ma: “cosa non posso dare per scontato?”
Sembra una sfumatura. Non lo è. La prima domanda assume che la comprensione sia binaria — sì o no. La seconda accetta che è frammentata, granulare, incoerente. Che nella stessa risposta convivono comprensione reale e fraintendimento profondo.
I fraintendimenti dell’AI non sono casuali. Seguono pattern. Confonde le eccezioni intenzionali con errori. Ciò che è diverso con ciò che è sbagliato. Propone il generico quando serve lo specifico.
Riconoscere questi pattern non elimina gli errori. Ma ti dice dove guardare.
La scommessa che sto facendo è questa: l’AI scrive il 100% del codice. Ma la governance di cosa pensare e come pensarlo resta nelle mie mani. Non delego il “come si implementa” — delego il “scrivi questo.” La differenza è che prima di dire “scrivi questo” devo aver capito profondamente cosa sto chiedendo. E dopo che l’ha scritto, devo sapere dove non fidarmi.
Sapere dove non fidarsi. Forse è questa la skill.